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Storia del Beagle


Forse molti di voi non sapranno che il celeberrimo Snoopy dei fumetti di Schultz è proprio un Beagle…e proprio come nel cartoon anche nella realtà il beagle ha quel muso irresistibile e quel buffo codino all’insù.

Da i più definito il “piccolo grande Cane” per eccellenza, il beagle detiene sicuramente il primato dello sguardo più dolce…ideale come compagno di vita e di giochi, resta sempre e comunque un fior di segugio.

Dotato di dimensioni ridotte, compatto e “raccolto”, coraggioso e tenace, ha una tempra di tutto rispetto e una vitalità incredibile che lo rendono perfetto per la seguita di piccola selvaggina.

….Una storia la sua che si perde nella notte dei tempi…c’è chi vuol immaginare il nostro piccolo segugio come fiero compare dei condottieri alla corte del leggendario re Artù….

… ma dove possiamo riscontrare con certezza la presenza dei primi Beagles?

Alcune correnti di pensiero già identificano i primi degli arcaici beagle nei testi di Senofonte risalenti al IV secolo avanti cristo, secondo cui già al tempo della Magna Grecia si aggiravano piccoli segugi robusti e impavidi.

Tuttavia il primo testo al quale possiamo dare attendibilità è senza dubbio alcuno un poema epico scritto dalla mano del gaelico Ossian nel III secolo, che rimandava ad alcuni piccoli segugi. La parola “Beagle” ha una misteriosa origine, non si è ancora ben certi se questa derivi da un arcaico inglese, francese o celtico…è comunque certo il significato…in quanto la parola “Beag” in tutte e tre le lingue ha il significato di “piccolo”.

Durante la famigerata “Golden Age” inglese, durante appunto il regno di Elisabetta I il beagle era già molto famoso con l’attuale nome, addirittura la stessa regina pare avesse personalmente selezionato una linea di sangue dalle dimensioni fisiche ridottissime (al massimo 24 cm al garrese) che venne appunto denominata Pocket Beagle o Glove Beagle….nome che evidentemente derivò dall’abitudine di condurre questi cani sul terreno di caccia trasportandoli nelle tasche laterali delle selle dei cavalli. Nel XIX secolo, poco alla volta cominciarono a diminuire le mute dei piccolissimi beagle, per poi scomparire fino ai giorni nostri…

Purtroppo, per quanto noti e popolari, i beagles erano molto diversi a seconda delle regioni di provenienza e dei terreni di caccia, gli allevatori infatti tendevano a costruirsi un proprio tipo “personalizzato” senza curarsi dell’omogeneità, ma solo delle doti venatorie dei propri cani. Le taglie erano quindi diverse, ma nel 1890 il Beagle Club (fondato con lo scopo di unificare tutti i tipi e di crearne uno corrispondente allo standard) rese finalmente omogenea la razza. In Italia il beagle appare piuttosto tardi, nel 1967, quando l’avvocato Dondina importò questa razza dall’Inghilterra, fu l’inizio di una lunga e gloriosa serie di beagles, alcuni inglesi, altri americani, i quali hanno segnato l’inizio della diffusione del beagle nel nostro paese, che per le loro qualità hanno tenuto alto il prestigio dei segugi, spesso inosservati e negletti nell’esposizioni di bellezza.

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